Confermato il ruolo delle supernove per misurare le distanze nello spazio esterno

Confermato il ruolo delle supernove per misurare le distanze nello spazio esterno

Un nuovo studio condotto da cosmologi dell'Università di Chicago e della Michigan State University ha confermato l'importanza delle supernove di tipo la nella misurazione della velocità con cui l'universo si sta espandendo. Questi risultati supportano la teoria ampiamente condivisa che l'espansione dell'universo sta accelerando e che questa accelerazione è associata a una forza misteriosa nota come energia oscura.

Utilizzando la luce di una stella che esplode, brillante come la luce di un'intera galassia, per determinare le distanze cosmiche nel 2011 è stato assegnato il Premio Nobel per la Fisica. Il metodo si basa sul presupposto che, come nella misurazione della distanza con lampadine di potenza nota, tutte le supernove di tipo Ia abbiano quasi la stessa luminosità massima al momento dell'esplosione. Questa sequenza consente di utilizzarli come fari per misurare le distanze nello spazio: più debole è la luce, più lontana è la stella. Tuttavia, negli ultimi anni, il metodo è stato messo in discussione a causa del rilevamento di emissioni non del tutto coerenti da questo tipo di supernova.

Una recente storia critica ha sottolineato che la luminosità delle supernove di tipo la può essere divisa in due diverse sottoclassi, il che può portare a problemi quando si cerca di misurare le distanze. Tuttavia, un nuovo studio condotto da David Sinabro del Kavli Institute, analizzando i dati della missione Sloan Digital Sky Survey, suggerisce che semplicemente non ci sono prove di sottoclasse di luminosità.

Fonti: fisica

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